L’Alimentazione nell’Antico Medioevo

Alimentazione medievale - Wikipedia

I ricchi mangiavano i piatti più stravaganti e arrostivano perfino le gru e i cigni. I poveri pativano la fame. I contadini sfruttavano i boschi e i monaci coltivavano erbe medicinali. Nelle campagne il pane si faceva anche con miglio e sorgo, mentre nei banchetti dei signori si inventavano piatti spettacolari e dai gusti molto particolari.

Ricchi e poveri, due mondi opposti

Storia dei poveri e dei ricchi: l'importanza della genealogia ...

Carestie e periodi di abbondanza, crisi e momenti felici. Tra il X e il XV secolo le situazioni e le evoluzioni sono tante e diverse, ma c’è una costante: il divario tra ricchi e poveri. Da una parte non era infrequente trovare povera gente denutrita al punto di morire di fame, dall’altra i ricchi cercavano i modi più stravaganti per rendere spettacolare i loro banchetti. Nei palazzi si cucinava molta selvaggina, arrosto o bollita, ma sempre con molte spezie consigliate dai medici per la digestione e assai desiderate, dato il costo elevatissimo, come segno di ricchezza e di prestigio. Mangiare molto e molta carne era simbolo di ricchezza. Anche il pane bianco, fatto solo con la farina di frumento, era un esclusiva delle tavole signorili. In campagna si mangiavano pani scuri e polente. E quando la situazione non era favorevole e i raccolti scarsi, nel pane finiva di tutto, anche la farina di cereali andati a male o attaccati da malattie pericolose per la salute. Per chi era davvero povero, a volte non rimaneva che bollire brodini vegetali fatti con le erbe meno indigeste raccolte nei fossi. Nonostante tutto, durante il medioevo si svilupparono culture alimentari e tradizioni importanti nella cucina delle corti, nell’attenzione alle erbe medicinali dei monasteri, nell’organizzazione rurale.

A caccia per sport, a tavola per spettacolo

La caccia nel Medioevo, da arte popolare a privilegio ...

La caccia divenne in questo periodo lo sport dei nobili. La ricerca di prede particolari condizionava anche la cucina: si poteva trovare grossa selvaggina come cervi, cinghiali, caprioli o prede più particolari come gru e cigni, mentre anatre e fagiani erano considerati uccelli ornamentali. Nei banchetti era d’obbligo stupire, per questo i cuochi cominciarono persino ad inventare piatti che simularono la realtà: un pavone arrosto poteva essere presentato a tavola dopo essere stato rivestito delle sue stesse penne. Al contrario alcuni piatti, golosi a vedersi al momento di essere serviti si rivelavano messe in scena per nascondere uccelli vivi e meravigliare così i commensali. Per rendere più golose le ricette tradizionali si farcivano le uova e poi le si arrostiva allo spiedo, oppure si condiva il pesce con l’acqua di rose. Anche i colori delle preparazioni divennero molto importanti e si usavano a questo scopo erbe e fiori: l’uva dava il colore nero, lo zafferano il giallo, la bieta ed il prezzemolo il verde, il sandalo il rosso.

La dieta del contadino

Contadini al lavoro nel Medioevo (con immagini) | Miniature ...

La parte di popolazione che, senza essere ricca, aveva i mezzi per nutrirsi, mangiava verdure (cipolle, aglio, cavoli, rape, carote), uova (che si conservavano sode), cereali e legumi. I contadini si cibavano di piccoli animali da cortile e di formaggi, ma in alcuni periodi i cereali diventavano l’unico alimento. Fra i cereali, il miglio, il panico, il sorgo e la segale si utilizzavano per fare il “pane di mistura”, le minestre e le polente. Il pane veniva cotto sotto forma di grosse e pesanti pagnotte per durare settimane se non addirittura mesi. Con i cereali si faceva anche la birra, anche se il vino era la bevanda più comune (quello buono era per il signore). Negli orti si coltivavano le fave, ceci e il fagiolo dell’occhio o dòlico, originario dell’aria mediterranea, che servivano per la presentazione di zuppe e pappe. Quando le cose non andavano male, in campagna si mangiava una zuppa a metà mattina, pane e formaggio, cipolle o qualche castagna bollita durante il giorno e la sera, al ritorno dai cambi di nuovo la zuppa, il brodo e un’insalata.