Come Mangiavano i Greci

La cucina nell'antica Grecia - Le ricette di CucinacoNoi

Dopo l’improvvisa scomparsa della civiltà micenea nel tredicesimo secolo a.C., forse causata dall’ondata migratoria del Dori, vi fu un periodo di decadenza (Medioevo ellenico). A partire dall’ottavo secolo a.C. ebbe inizio una breve ripresa in tutta la Grecia, che portò ad un progressivo aumento della popolazione. In seguito alla rivoluzione agricola, che permise l’incremento della popolazione, sorsero città-stato politicamente autonome chiamate <<poleis>>. La scarsità di terra da coltivare indusse molti centri, come Corinto ed Eritrea, a inviare gruppi di cittadini in zone lontane dell’Asia Minore dell’Italia meridionale e della Sicilia.

LA SICILIA DOPO L'INVASIONE GRECA - BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA

La Sicilia era abitata in quel periodo, lungo le coste ioniche, dai Siculi ed in quelle tirreniche dai Sicani e dagli Elimi. Dall’incontro tra la civiltà greca e quella sicula si affermò il gusto di una cucina più raffinata. I suoi segreti ci furono tramandati da alcuni scrittori come Archestrato di Gela (IV secolo a.C.). Quest’ultimo, che era anche un noto filosofo, aveva visitato molte terre, asserì che in Sicilia aveva scoperto il piacere della buona cucina. Fu autore di un poemetto eroicomico sull’arte culinaria, “Hedyphagetica”, cioè “Le delizie”, imitato dal latino Ennio in “Hedyphagetica”. I Greci furono i primi a occuparsi dello studio dell’alimentazione. Padre della dietetica attuale fu infatti Ippocrate, grandissimo medico greco che considerava ogni alimento fattore di salute o causa di malattie. Dimostrò, con le sue teorie, che molti cibi sono dannosi per le vie biliari (formaggi invecchiati, vini densi, carne troppo salata) e che altri hanno un effetto benefico sull’organismo (la carota ed il sedano sono diuretici, alcune verdure sono rinfrescanti, il vino rosso è stringente, l’idromele fa bene alla gola). Un altro medico che s’interessò di dietetica fu Galeno, vissuto nel secondo secolo: egli consigliava un’alimentazione ricca di vegetali, pesce ed olio come condimento, perché salutari per l’organismo.

Alimentazione Antichi Greci. Il pane | lacuocaignorante

Tra gli alimenti maggiormente consumati nell’antica Grecia c’era il pane. Ateneo nei suoi scritti cita 72 nomi di pani: allo zafferano, al finocchio, al rosmarino, all’oliva, all’anice, ai capperi, alla cipolla, ecc.. Insieme col pane, il pesce costituiva l’alimento maggiormente consumato. A noi sono giunte solo poche ricette tra cui quella del pesce al cartoccio (cuocere dei filetti di sarda avvolti in foglie di fico). La pesca era per i Greci un vero e proprio mestiere di cui Platone esalta il piacere. Il vino non veniva bevuto puro (àcratos), ma allungato con acqua fino a formare una miscela più o meno alcolica in grandi vasi chiamati crateri, a cui attingevano i servi usando dei lunghi mestoli. Il vino veniva bevuto soprattutto durante i banchetti. L’olio d’oliva, alimento principe di Creta, è tuttora parte vitale dell’alimentazione nel Mediterraneo. Come frutta, si consumavano mele, pere, uva, melograni, fichi, datteri e noci. Le bevande (vino, tè a base di erbe, idromele): molto gradito dai contadini greci era il kykeòn (consisteva in una mistura di farina d’orzo ed acqua, aromatizzata con la menta o il timo). L’idromele era una miscela di acqua e miele. La carne veniva consumata soprattutto dai ricchi.