Alimenti, Nutrizione

Dolcificanti

Miele, Selvatici, Ape, Natura

L’uso del dolcificante è diventata una tendenza sempre più in crescita, sia per chi deve o vuole avere una maggiore attenzione alla linea (avendo zero o poche calorie) e sia per una questione di salute, o meglio per chi deve ridurre il consumo di zucchero (come i diabetici). Sostituire lo zucchero con i dolcificanti non è sempre la scelta giusta. Questo perché alcuni di loro, presenti nei prodotti cosiddetti “light”, potrebbero favorire diabete ed obesità invece di prevenirli, ma questo è ancora da dimostrare. Per adesso stiamo attenti a non assumerne un uso eccessivo e saper leggere bene le etichette. I dolcificanti si distinguono in: artificiali o sintetici e in quelli naturali.

I dolcificanti artificiali o sintetici

I dolcificanti sintetici non esistono in natura ma vengono prodotti in laboratorio, ma questo non vuol dire che sono del tutto artificiali. Alcuni sono prodotti dallo zucchero stesso (come i polioli) o da sostanze in partenza naturali. In genere il loro potere addolcente è superiore a quello del saccarosio (zucchero da tavola) ed hanno pochissime calorie rispetto a quest’ultimo, ma vanno comunque usati con parsimonia. I dolcificanti sintetici vengono utilizzati sia per uso domestico che dall’industria alimentare, tra questi troviamo:

  • Aspartame: il più diffuso tra i dolcificanti artificiali. Ha un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero. La dose giornaliera* è di 4 mg per ogni kg di peso
  • Saccarina: il suo potere addolcente supera di 500 volte quello dello zucchero e del miele. La dose giornaliera* per un uomo adulto è di 2,5 g per kg di peso
  • Acesulfame K: è il meno dannoso rispetto agli altri, perché non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine. Il suo potere addolcente è 200 volte superiore dello zucchero e la dose giornaliera* è di 9 g per kg di peso
  • Ciclammato: ha un potere addolcente 50 volte superiore dello zucchero e la sua dose giornaliera* è di 7 g per kg di peso
  • Neotame: è il più potente ed è un derivato dell’aspartame. Il suo potere addolcente è 800 volte superiore dello zucchero e la dose giornaliera* è di 0,3 mg per kg di peso
  • Sucralosio: è un derivato del saccarosio ed è 600 volte più dolce di questo con zero calorie. La dose giornaliera* è di 5 mg per kg di peso
  • Polioli o Polialcoli: considerati benefici per la salute. Hanno un basso potere dolcificante e a differenza degli altri apportano qualche caloria. La dose giornaliera* è di 50 g per kg di peso. Li troviamo già presenti nei cibi confezionati (come ad esempio caramelle e chewingum “senza zucchero”)

I dolcificanti naturali

I dolcificanti naturali, al contrario di quelli artificiali, posso partire da un base sintetica. Molti di loro sono anche alimenti, quindi hanno un potere calorico e possono avere effetti sulla glicemia, ma rimangono comunque una scelta più naturale e salutare. Tra questi troviamo:

  • Stevia: dolcificante naturale prodotto in un processo chimico. In natura il suo potere addolcente è 300 volte superiore allo zucchero, ma dopo essersi sottoposto al processo chimico, è si più dolce del saccarosio, ma solo di 30-50 volte. E’ priva di calorie ed il suo gusto non è “neutro”
  • Tagatosio: dolcificante estratto dal latte. Anch’esso naturale ma modificato. La sua dolcezza è circa il 10% in meno rispetto allo zucchero ed è meno calorico. La dose giornaliera* è di 50 g
  • Sciroppo d’agave: è classificabile come alimento, al pari del miele, del fruttosio o dello sciroppo d’acero, infatti è formato per il 92% di fruttosio. Può essere un alternativa allo zucchero bianco essendo considerato migliore, limitandone però il consumo
  • Zucchero (o mosto) d’uva: derivato dalla pigiatura dell’uva e viene usato soprattutto dall’industria alimentare come sostituto del saccarosio in bibite e marmellate. Fornisce circa 300 calorie per 100 g ed anche vitamine e minerali

Il dolcificante ottimale dovrebbe possedere determinate caratteristiche:

  • Potere dolcificante sovrapponibile a quello dello zucchero, rapidamente percepibile e persistente
  • Assenza di retrogusto
  • Incolore ed inodore in soluzione
  • Stabile dal punto di vista chimico e termico
  • Non tossico

*Per dose giornaliera (o DGA dose giornaliera accettabile) si intende la quantità massima di dolcificante che può essere assunta con sicurezza nelle 24 ore.

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